Fabrizio de Andrè

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Una nave improbabile è partita dal molo del Teatro di Serrenti carica di marinai, armatori, mozzi, gabbieri, impiegati, operai, professori, disoccupati, musicisti e cantanti. Il viaggio ha attraversato latitudini e longitudini della vita secondo Faber: antimilitarismo, amore, vita contadina, minoranze, rom, omosessuali, anarchia.

Ha accolto i naviganti la voce libertaria di Don Andrea Gallo, Prete di San Benedetto al Porto a Genova.

Alla partenza le nuvole sono comparse nel buio, facendo udire il loro respiro, come una musica ostinata e contraria. E le nuvole hanno accolto la nave tornata al porto, lasciando che tutti i passeggeri uscissero dal Teatro con qualcosa da raccontare, un’emozione, un ricordo, un sorriso, la consapevolezza che la fratellanza cantata da Faber non è un’utopia, ma un’esigenza per la sopravvivenza della specie umana.

Grazie a Gianfranco Fedele (pianoforte) e Savina Dolores Massa (voce) che hanno condiviso “le nuvole”

Grazie a Gianfranco Fedele (pianoforte) e Alessandro Melis (voce) che hanno condiviso “Parlando del naufragio della London Valour”

Grazie a Ignazio Nurra (voce fuori campo) che ha letto alcune riflessioni di Fabrizio de Andrè

Grazie Marco Lutzu (chitarra) e Chiara Figus (voce e loop) che hanno condiviso “bocca di rosa”, “un matto” e “amore che vieni amore che vai”

Grazie a Gianfranco Fedele (pianoforte e voce) che ha condiviso “anime salve”

Grazie a Nicola Pisu (chitarra, voce) e Andrea Cappai (chitarra) che hanno condiviso “La Guerra di Piero”, “Cantico dei Drogati” e “Il Pescatore”

Grazie a Duilio Zanda che ci ha raccontato l’Antologia di S. River e ci ha portato il componimento “Il Fumatore” di Michele Serra

Grazie a Gabriele Frau (chitarra, voce) e Jonathan Corda (pianoforte) che hanno condiviso “carlo martello”, “città vecchia” e la “canzone del maggio”

Grazie a Nicola Pisu, per i consigli e le critiche che hanno permesso di preparare il viaggio.

Grazie a Jacopo Vannini, che dalla cabina di comando ha permesso che la musica e le immagini arrivassero a tutti i compagni di viaggio.

Grazie a Paolo Corda e Roberto Corda per la collaborazione e l’assistenza durante il viaggio.

Grazie a Teresa e Carla per qualche incoraggiamento e per la sopportazione.

Grazie al Teatro di Serrenti, perchè c’è e ci possiamo contare.

Grazie a tutti i presenti, per aver voluto condividere tante emozioni.

Siamo stati bene, ci è piaciuto ricordare insieme Fabrizio de Andrè.